DreamLog
Lingua onirica scritta e cantata

Pan degli angeli

Ho gettato in mare un po’ di pane, e subito i pesci han fatto a gara per mangiarselo; allora l’ho lanciato nel cielo, e subito gli angeli han fatto lo stesso. “Che c’è di male?” ho pensato, le gambe a penzolare sulle onde; ma pure mi infastidiva l’eco delle loro voci, quasi umane: nei pesci la sopraffazione è muta (tollerabile e forse legittima).

Mi sono alzato in piedi, allegramente sconsolato; il molo spariva alle mie spalle e in fondo alla sera indovinavo un recinto di stelle. Una calma di ossa mi è scivolata nell’anima, mentre accarezzavo il cane che annusava l’asfalto: deve essersene accorto perché mi ha guardato negli occhi, lasciando che la vita, senza parole, riconoscesse se stessa.

Il presente


Il presente si dilata e persiste

(forse il presente non esiste).

Son già alle soglie della mia morte

e sono ancora il bimbo nel cortile:

ora dispongo

degli infiniti istanti del presente

che insieme danno un presente infinito.

Incessantemente

l’eternità si compie nel presente.

La chitarra

Ci comportammo da stupidi, il cielo era troppo lontano. E la macchia mediterranea era un blocco di silenzio perfetto, probabilmente ostile, era una febbre verde.

Le case ascoltavano impotenti e il mare non ci dava segni. Poi smise di esserci il sole e Dio mi regalò una chitarra: fu così che mi addormentai.

Dal trono

Cadde dal trono la Divinità:

esplose in una nube di cristallo,

di schegge innumerevoli e diverse;

ciascuna differente

per forma e qualità,

per modo di riflettere la luce.

E  ancora oggi, dopo mille secoli,

c’è chi non si rassegna. E dal suo involucro

– angusto, sordo, cieco, acuminato –

brucia l’incenso della nostalgia:

e immagina in un Verbo senza tempo

– in una brezza immobile –

la via della possibile unità.

Il sogno finlandese

Quante mai volte ho sognato di ritrovarmi in Finlandia! In alcuni casi il paesaggio era perfettamente conforme a quel che avevo visto, in altri casi meno, forse introducevo elementi montani sulla base della somiglianza tra i boschi scandinavi e quelli dolomitici, frequentati più o meno passivamente sulla scia dell’entusiasmo dei miei genitori. Ci fu in particolare un “sogno finlandese” che ebbe un effetto profondo sulla vita onirica successiva, quasi segnò un punto di svolta.
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Capitolo infinito

Sento passare i pullman verso il Limite, verso l’Alibi Supremo.

Forse vedrò il sole che sorge ad Occidente e questa vita gettata al vento e dimenticata. Ci saranno donne molto simili all’amore e non più simili a donne.

E un deserto bianco di felicità sconosciute e un sogno d’esistenza lontanissimo.

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